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  • Bartolomeo D. - Serra F.

Workflow digitale e scanner intraorale, consigli pratici per l'odontoiatra.

Aggiornato il: giu 9



Il workflow digitale è un tema molto trattato nei webinar in questo periodo di lockdown e, l'argomento più discusso è proprio la famosa scansione intraorale.

"Perchè acquistare uno scanner ottico? Che tipo di prodotto scegliere? Questo è meglio di quello? A colori o no? Posso scansionare una preparazione a finire?"

Abbiamo pensato di fare un articolo definitivo e aggiornato, per spiegare, dal nostro punto di vista come e perchè uno studio odontoiatrico dovrebbe acquistare uno scanner intraorale.

Partiamo da questo concetto: Lo scanner intraorale non è solo uno strumento per la presa dell'impronta!

Proprio così, lo scanner può diventare uno strumento indispensabile per il clinico nella sua pratica quotidiana, utilizzato per scopi che vanno oltre alla semplice presa dell'impronta.



Immagini tratte da Google


Il workflow digitale in Italia nel 2020


Negli ultimi anni, le tecnologie digitali vanno diffondendosi sempre più negli studi odontoiatrici, determinando una radicale trasformazione dei flussi lavorativi. L’introduzione di tutta una serie di dispositivi per l’acquisizione delle immagini (scanner intraorali, desktop, facciali, cone beam computed tomography- CBCT) e di software per l’elaborazione e la processazione delle stesse (software di computer assisted design - CAD protesici, chirurgici e ortodontici) modifica radicalmente l’approccio al paziente e la pianificazione del trattamento.

"Vantaggi e svantaggi nell'uso dello scanner intraorale. 3DBioModel"


Nel 2019 abbiamo scritto questa prefazione nel primo articolo riguardante lo scanner intraorale, questo concetto è la base di partenza di un pensiero più ampio applicato alla nostra routine quotidiana. La tecnologia ha stravolto la nostra quotidianità con dispositivi sempre più smart e interconnessi, è chiaro che questo inevitabilmente sarà il futuro del nostro lavoro e della nostra vita in generale.


I dati statistici confermano una crescita esponenziale della tecnologia digitale nel flusso di lavoro odontoiatrico e odontotecnico, immaginate questa crescita come una grossa onda... per capirci noi siamo solo all'inizio e non vediamo ancora bene la cresta, la stiamo cavalcando e pian piano tutto quello che qualche anno fa sembrava impensabile, diventerà reale e palpabile.

Basti pensare alla stampa 3D, nel giro di pochi anni è entrata a far parte della quotidianità di laboratori odontotecnici e studi dentistici.

Di seguito alcuni dati di una ricerca sulle tecnologie digitali in odontoiatria del 2018 di Key-Stone.


In termini assoluti, la produzione complessiva di protesi fissa (numero di elementi stimati circa 4,5 milioni) tramite flusso digitale ha ormai raggiunto quella tradizionale, con previsioni di superamento nel 2018. La percentuale di elementi prodotti tramite flusso digitale è, infatti, aumentata nel corso degli anni passando dal 18% nel 2011 al 50% nel 2017. Una crescita rilevante se consideriamo, inoltre, almeno un 3% aggiuntivo di restauri indiretti prodotti «Chairside».

(Infodent - Dati Key-stone)


Infodent - Dati Key-stone

Grazie alle nuove tecnologie, sono cambiate anche le preferenze relativamente ai materiali di struttura ed è raddoppiato il peso dei restauri estetici (intesi come “all ceramic”), registrando un aumento di percentuale dal 19% (2011) al 38% (2017), mentre i restauri con struttura metallica calano dall’81% al 62%.

Infodent - Dati Key-stone
Nonostante il 70% circa dei laboratori forniscano ai propri clienti dentisti protesi provenienti da flusso digitale, il peso di quelli realmente attrezzati con tecnologie digitali è ancora limitato, anche se il “full outsourcing” sta progressivamente riducendosi. Gli ultimi rilevamenti confermano che la percentuale dei laboratori in possesso di un sistema di fresaggio interno si aggira intorno al 14% mentre è sensibilmente aumentata la percentuale di coloro che dichiarano di possedere almeno uno scanner, raggiungendo il 27%.

Infodent - Dati Key-stone

Per quanto riguarda i dentisti i dati puntuali di vendita a volumi, infatti, confermano un andamento delle vendite di scanner intraorali di straordinaria dinamicità: possiamo osservare dal grafico come l’andamento per unità vendute ai dentisti mostri una crescita ad alti ritmi oltre il + 50% in ognuno dei trimestri analizzati, tranne l’ultimo al 48%.

Da questi sondaggi si evince che il 13% degli studi dentistici hanno uno scanner intraorale e più della metà ha dichiarato di volerne acquistare uno nei prossimi 3 anni. Se pensiamo che la ricerca si riferisce alla fine 2017 e fine del 2018 arriviamo praticamente ad oggi, nel 2020, dove sembra che la situazione sanitaria nazionale abbia ancor più portato il digitale nelle nostre vite, dallo smart-working alle soluzioni didattiche a distanza.

Sui social si leggono post intitolati "La scansione intraorale, un'ottima arma contro l'epidemia","Evitiamo passaggio di impronte ricche di materiale organico e possibili agenti patogeni","La comunicazione medico-paziente a distanza".

Insomma, la tecnologia più che mai è sulla bocca di tutti e l'obbiettivo di questo articolo è quello di rendere tutto questo "marasma tecnologico" più chiaro ai meno avvezzi al digitale e, magari, dare qualche spunto di riflessione a chi volesse acquistare uno scanner ma ha molti dubbi al riguardo.


Lo scanner intraorale: la rivoluzione dello studio dentistico


Spieghiamo questo importante concetto: Lo scanner intraorale non è solo uno strumento per la presa dell'impronta!


Vediamo le vere potenzialità di uno scanner intraorale:



• Impronta ottica HD/4K • E' provato da numerosi articoli scientifici che l'impronta digitale è ormai molto precisa e veritiera al pari (se non superiore in certe circostanze) di quella tradizionale, non bisogna dimenticare che i materiali da impronta possono subire delle deformazioni fisiche in concomitanza alla loro trasformazione in stato solido. Chiaramente questa tecnologia ha una curva di apprendimento importante, ma con i giusti tempi si possono ottenere risultati davvero soddisfacenti sia su impianti che su denti naturali. Il discorso del "possiamo fare una singola o al massimo un ponticello" è ormai passato di moda, ve lo possiamo assicurare!




• Ripetibilità e modifica dati in tempo reale • Immaginate di prendere un'impronta tradizionale, avete rispettato tutti i protocolli necessari per l'impronta perfetta e invece per qualche motivo non viene bene. Dobbiamo riprenderla. Questo è in primis uno spreco di tempo e denaro per il professionista ma sopratutto un disagio in termini fisici e mentali per il paziente. Questa problematica può essere facilmente ovviata con l'uso dello scanner intraorale, ormai la maggior parte degli scanner hanno funzioni interessanti come la possibilità di selezionare e eliminare solo la zona che non è stata ripresa nel modo giusto e rifare una scansione per ottimizzare l'impronta, questo è ottimo quando vogliamo delimitare la chiusura del bordo nel modo migliore possibile.

E' inoltre possibile salvare una scansione dei tessuti condizionati appena tolto il provvisorio per poi ripassare con più calma e delineare tutte le zone interessate, questo è molto interessante quando abbiamo condizionato i tessuti con un provvisorio per molto tempo e vogliamo mantenerli tali per la realizzazione del definitivo.




• Archiviazione dei dati del paziente • La scansione intraorale ci permette di salvare i dati del paziente in un archivio virtuale dove possiamo comodamente reperire i modelli, l'occlusione e eventuali fotografie che abbiamo fatto tramite lo scanner. Immaginiamo un trattamento ortodontico complesso, possiamo semplicemente fare delle scansioni ad ogni seduta di controllo per documentare il caso e controllare se gli elementi dentali si stiano spostando nella maniera corretta e precedentemente pianificata.



• Comunicazione e Ortodonzia 4.0 • La comunicazione è fondamentale nel nostro lavoro, è chiaro che far vedere la scansione del cavo orale a colori su uno schermo, con la possibilità di zoomare e evidenziare zone di interesse per spiegare un piano di cura, è molto più coinvolgente e piacevole per un paziente che guardare un modellino di gesso e sentire termini medico-tecnici. Se parliamo di Ortodonzia possiamo pensare di far vedere in tempo reale la realizzazione del suo piano di cura. Come nei casi di allineatori invisibili dove, tramite software appositi, vengono realizzati ricostruzioni 3D step by step del sorriso del paziente. Lo stesso concetto lo applichiamo alla pianificazione del sorriso tramite lo Smile Design, in pochi minuti e direttamente in poltrona, possiamo disegnare il sorriso del paziente in sua collaborazione e salvare tutti i dati da mandare all'odontotecnico per la realizzazione del manufatto protesico. Una vera marcia in più per uno studio odontoiatrico in termini di marketing, comunicazione e professionalità.



• Flusso di lavoro ottimizzato • E' inoltre provato che tramite il workflow digitale possiamo dimezzare le sedute in studio e finalizzare ricostruzioni protesiche importanti in breve tempo. Questo perchè? Pensiamo alla realizzazione di un ponte esteso o addirittura un full-arch, dopo la presa dell'impronta digitale l'odontotecnico può realizzare dei prototipi in resina (stampato in 3D o tramite CADCAM) che verranno poi provati dal clinico nel cavo orale, abbiamo così la possibilità di controllare fit sui monconi, tragitto trasmucoso, occlusione e estetica. Dopo aver fatto i dovuti ritocchi, come per esempio la finalizzazione dell'occlusione nel cavo orale, rimandiamo il prototipo funzionalizzato all'odontotecnico che tramite uno scanner da banco farà una scansione del provino e realizzerà la protesi definitiva.

Questo ci permette di saltare la prova struttura e la successiva prova estetica per arrivare facilmente alla consegna del manufatto definitivo in breve tempo.

Ricordiamo inoltre che la comunicazione tra medico e tecnico passa ad un gradino superiore proprio grazie al digitale, sappiamo tutti quanti quanto sia importante la collaborazione tra lo studio odontoiatrico ed il laboratorio odontotecnico per la realizzazione di casi protesici ed in questo il digitale ci viene in aiuto.

Possiamo collegarci e condividere lo schermo per discutere di un lavoro o realizzare uno Smile Design in remoto, per esempio l'odontoiatra in fase di presa dell'impronta può segnare sul modello 3D dove desidera delimitare il bordo di chiusura, come in casi di preparazione a finire BOPT, e inviare il file al tecnico per la realizzazione della corona.



• Chirurgia guidata • I lettori del nostro blog già conosceranno la chirurgia computer-guidata tramite il software gratuito BlueSkyPlan, questo per ora è la chiusura del cerchio. Tramite la scansione intraorale e una CBCT possiamo allineare i modelli, pianificare l'intervento e produrre facilmente dime chirurgiche.

Abbinando protocolli operativi possiamo realizzare provvisori immediati da 1 a 12 elementi (come nei casi di protesi toronto), direttamente in digitale utilizzando i dati della nostra pianificazione chirurgica.


E' chiaro che non possiamo spiegare in poche righe tutti i possibili utilizzi del digitale nel nostro flusso di lavoro, ognuno avrà le proprie necessità e i propri metodi, ma possiamo dare delle linee guida e dei protocolli operativi testati personalmente da noi in collaborazione con professionisti del settore.

Questo progetto si chiama 3DBioHybrid e nelle prossime settimane verrà pubblicato sul nostro sito, con la speranza di poter aiutare tutti i nostri colleghi a conoscere il digitale e sfruttare le sue potenzialità al 100%.




Vuoi vedere in anteprima tutti i dettagli del progetto 3DBioHybrid o conoscere meglio i software 3D in odontoiatria e odontotecnica? Contattaci via mail a info@3dbiomodel.it


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