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3D Bioprinting del tessuto cardiaco: cardiomiociti battono spontaneamente subito dopo la stampa.



Una delle maggiori sfide del bioprinting è la stampa 3D del tessuto cardiaco. Un articolo dal titolo " Fabrication of scaffold-free tubular cardiac constructs using a Bio-3D printer " recentemente pubblicato sulla rivista PlosOne mostra come è possibile utilizzare il bioprinting per stampare in 3D strutture composte da sferoidi di cardiomiociti. I cardiomiociti sono stati ottenuti da cellule staminali umane pluripotenti indotte a differenziarsi in cardiomiociti e sono stati coltivati insieme a cellule endoteliali di vena ombelicale umana e fibroblasti. Tutte queste tipologie cellulari sono state coltivate sottoforma di sferoidi e inserite all'interno di 96 pozzetti di coltura. Ogni sferoide contiene 35.000 cellule.

Dopo 7 giorni dalla coltura una stampante 3D della Cyfuse Biomedical è stata utilizzata per aspirare tali sferoidi e innestarli su una struttura ad aghi di forma quadrata disegnata appositamente dove sono stati coltivati gli sferoidi per ulteriore 7 giorni.

Una stimolazione elettrica di 20V 2Hz è stata indotta sui cardiomociti stampati e ripetuti ciclicamente ogni 490ms. Dopo 7 giorni di ulteriore coltura su aghi di plastica specifici è stata rilevata una attività contrattile dei cardiomiciti la quale, anche se i tubuli di cardiomiociti avevano perso circa il 40% delle loro dimensioni originali, veniva incrementata 20 battiti per 10 secondi quando quando venivano stimolati con ulteriori scariche elettriche.

In questo interessantissimo articolo c'è molto materiale supplementare (video, immagini) che comunicano molto bene tutte le fasi tecniche della ricerca.

Un articolo di estremo interesse che si muove verso la medicina rigenerativa del tessuto cardiaco.

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