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Il 2017 e la chirurgia 3D computer-guidata: tra scetticismo e interesse facciamo il punto della situ



Il 2017 volge al termine e su queste pagine ho più volte parlato di chirurgia guidata, dei sistemi di stampa 3D volti alla produzione di guide chirurgiche per l'odontoiatria. Tutti argomenti che iniziano solo oggi ad affermarsi nella pratica clinica di medici chirurghi odontoiatri.

L'obiettivo di un utilizzo di massa della chirurgia guidata in odontoiatria è tuttavia molto lontano. Questa limitazione dipende da alcuni importanti fattori tra cui la non perfetta conoscenza del mondo 3D che ruota intorno al settore dentale, l'enorme confusione che si genera intorno a scanner, stampanti 3D, guide chirurgiche e la sensazione di molti medici che questi temi non siano ancora "maturi" per poterli integrare pienamente nel proprio lavoro di routine.

Inoltre, diciamoci la verità, molti medici hanno l'impressione (non del tutto infondata) che intorno a questi temi attualmente si faccia molta speculazione, ossia che ci siano un sacco di persone che vogliono guadagnarci qualcosa a tutti i costi considerando quello del dentale come un settore d'oro di cui, in un certo senso, potersi approfittare con una certa facilità.

La verità, come sempre, si trova nel mezzo e a tal proposito io, con l'esperienza acquisita come formatore in questo ambito, ho sviluppato un mio preciso pensiero che cerco di riassumere in questo modo:

  • Al contrario di ciò che pensano alcuni medici e tecnici la chirurgia guidata in Italia è diventata un'applicazione che, ad oggi, è perfettamente matura per poter entrare a far parte del processo di lavoro di studi odontoiatrici di medie dimensioni. Anche la letteratura scientifica lo conferma. Non si è ancora in grado invece di portare questa tecnologia con solidità all'interno di strutture cliniche pubbliche di dimensioni rilevanti ma questo è un altro discorso. Quando dico che la tecnologia è "matura" intendo dire che ci sono tutti gli strumenti tecnologici in grado di garantire risultati eccellenti. Ormai ci sono scanner performanti, ci sono software in grado di pianificare interventi con estrema precisione e ci sono stampanti 3D per stampare bene guide chirurgiche in materiali biocompatibili. Manca invece ancora tutta la parte di formazione verso i medici che inevitabilmente si ritrovano impreparati di fronte a una cosi travolgente invasione tecnologica in un mestiere che fino a ieri era prevalentemente manuale.

  • La chirurgia 3D computer guidata è diventata negli ultimi 2 anni una opportunità per aziende che, nella maggior parte dei casi, importano prodotti (scanner e stampanti) dall'estero che rivendono poi sul mercato del dentale in Italia. Fin qui nessun problema ammesso che i prodotti siano di qualità. Il problema è che spesso, a queste aziende, manca una conoscenza approfondita del sistema 3D di chirurgia guidata perchè si inseriscono in questo settore nel giro di un mese affinchè possano essere competitive con la velocità con cui si muove il settore. Non basta conoscere come funziona lo scanner 3D che si importa e si rivende in Italia, è necessario conoscere tutta la filiera 3D a partire dalle modalità di scansione dei modelli in gesso, passando per la conoscenza dei software di pianificazione implantare, delle macchine di stampa 3D adatte al dentale, dei trattamenti biochimici dei modelli stampati e via dicendo. E' molto frequente vedere aziende che, di base, fino a qualche mese fa proponevano stampanti 3D per il mercato consumer (composto dai "maker", ossia volgarmente gli "smanettoni") e che ultimamente hanno aggiunto in catalogo macchinari di stampa 3D per il dentale. Proprio come se si trattasse di una semplice "aggiunta" ad un catalogo già pieno di prodotti. Non credo che una tecnologia al servizio della salute meriti questa approssimazione.

  • Ad ogni innovazione tecnologica corrisponde un affollamento di aziende e persone (più o meno qualificate) che cercano di crearne un business. Anche qui non ci vedrei niente di male se tutto fosse sostenuto da estrema professionalità, da correttezza, da perfetta conoscenza del settore 3D medicale e da competenze ed esperienza specifica maturata su quel settore specifico per alcuni anni (non pochi mesi). Non è del tutto infondata infatti la sensazione che molti medici hanno sul fatto di essere spesso circondati da persone che vorrebbero solo guadagnare sulla chirurgia 3D computer-guidata senza dare un vero valore aggiunto ai processi clinici. Questo alimenta scetticismo del medico, confusione e non fa bene ne ai medici ne all'industria biomedicale in genere. Alcuni esempi giusto per essere più chiaro: - La stampa 3D delle guide chirurgiche, qualora non venga fatta dal medico "in casa", dovrebbe essere fatta solo da centri specializzati, con macchine adeguate e con materiali biocompatibili di chiara tracciabilità. Di certo non dallo stampatore di turno che utilizza la stessa stampante (con lo stesso vassoio di resina e con lo stesso piatto di stampa) anche per stampare mascherine per iPhone. Non so se è chiaro ma la guida chirurgica, pur se adeguatamente sterilizzata, dovrebbe essere trattata come dispositivo medico ancora prima della stampa e quindi dovrebbe essere prodotta con un piatto di stampa e con un vassoio di resina esclusivamente ad essa dedicati. Questo non può avvenire se non ci si riferisce a centri qualificati. Il prezzo medio di stampa di una guida chirurgica in centri altamente qualificati oggi è intorno a € 70,00 - certamente non proibitivo per non assicurarsi una qualità e una sicurezza indispensabili in questo tipo di applicazione. - La pianificazione chirurgica la deve fare il medico e non altre figure professionali non autorizzate a pianificare un intervento implantare. Questo, dal mio punto di vista è un imperativo e non c'è molto da discutere, si tratta della sicurezza dei pazienti e su questo penso siamo tutti d'accordo. Purtroppo non è sempre così: pur di guadagnare qualche centinaio di euro in tanto sarebbero disposti a "pianificare per il medico" il quale poi dovrebbe soltanto "avallare" il risultato e assumersi le responsabilità del tutto. Nonostante io continui giornalmente palesemente a rifiutarmi di fare questo tipo di applicazioni sono sempre tante (troppe) le richieste che ricevo in questo senso. Questo vuol dire che il medico vorrebbe sfruttare la chirurgia guidata ma non ha gli strumenti (di know-how) e forse neanche il tempo per farlo.


Possiamo concludere questa brevissima osservazione dicendo che ci stiamo lasciando alle spalle un anno in cui:

  • La tecnologia 3D per la chirurgia guidata si è affermata di più e ha aumentato l'interesse dei medici su questa applicazione;

  • Il medico si è trovato in difficoltà nel fare una scelta (che probabilmente ha rimandato) relativa all'adozione dei processi digitali rispetto al workflow tradizionale. Più che altro il medico non capisce come e in quanto tempo sarà in grado di rendere realtà clinica la chirurgia guidata che tutti propongono.

  • Il mercato si è riempito di aziende e persone che propongono "di tutto un po" senza aver però focalizzato l'esigenza reale dei medici che è quella di non spendere soldi inutilmente e di avere un riscontro estremamente pratico nell'affrontare un cambiamento verso il digitale. Il medico ha bisogno di non perdere tempo e sapere in che modo e in quanto tempo potrà utilizzare concretamente la chirurgia guidata sui suoi pazienti. Se questo è già troppo complesso da capire allora il medico rimane sui sistemi tradizionali.

  • I medici hanno iniziato a buttare lo sguardo anche a sistemi 3D non esattamente sotto i riflettori ma, talvolta, ugualmente validi rispetto a grandi marchi. Parlo addirittura di sistemi gratuiti (vedi il software BlueSkyPlan oppure MeshMixer).

  • I medici non sono riusciti a capire perchè una stampante 3D costa 4000 euro mentre un'altra apparentemente simile ne costa 15.000. Come si può pensare di fare una scelta in questo modo?

Nel frattempo, in tutto questo, dovremmo iniziare a fare i conti col fatto che fra 3 o 4 anni la dima chirurgica verrà probabilmente sostituita dalla realtà aumentata, un sistema che, indossando degli occhiali particolari, ti guiderà nell'inserimento delle viti nell'osso del paziente senza necessità di avere alcuno strumento aggiuntivo. Di questo però parleremo in un prossimo articolo anche perchè di cose complesse ancora da metabolizzare ce ne sono molte. Buon anno a tutti.

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